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Del resto Delle persone

All'alba del '14

Rampini su Repubblica qualche giorno fa mi stupiva raccontando di come sta funzionando la “ripresa dopo la crisi”(!!?) negli Stati Uniti.
Gulp, non me l’aspettavo.
Non sono in grado di addentrarmi nelle questioni economiche che capisco solo in parte e decisamente in superficie.

Il mio approccio alla “crisi”, al di là di un generico interesse globale o nazionale o generazionale (sti quarantenni? che ruolo hanno o potrebbero avere nella crisi o nell’uscitta dalla stessa?), è sempre stato molto circoscritto al mio territorio, le mie discipline, il mio entourage, i miei luoghi, siano il quartiere, l’isolato, l’appartamento, i colleghi.

All’inizio di questo anno nuovo, scorrendo le mie connessioni sui social, le mail sui nuovi progetti che si prova a portare avanti, buttando uno sguardo indietro agli ultimi mesi e facendo un po’ di sforzo di memoria per andare a ricordare com’era un anno fa, mi chiedo: cosa sarà?
Come arriverò (come arriveremo) al trentundodiciduemilaquattordici?
E chi saranno coloro che comporrano oltre al sottoscritto il “noi” di cui parlerò allora?
Se penso al mio “noi” di un anno fa e al “noi” di oggi, direi che di cambiamenti ce ne son stati tanti, alcuni totalmente imprevisti e imprevedibili.
Il mio “noi” si è trasformato molto, portando in “periferia” alcune persone che da anni faticavo a tenere in “centro”, tenendone vicine in maniera più salda e consapevole altre con cui condividiamo una storia che supera il lustro e sfiora il decennio, altre “nuove conoscenze” si sono decisamente prese un bello spazio al centro del mio personalissimo noi e son curioso di vedere come interagiranno con gli altri.
Infine, è rientrato nel mio “noi” di riferimento Ivan.
Con Ivan abbiamo lavorato, siam stati amici, maestro e allievo, attori, conduttori, autori e imprenditori nella cultura per anni a cavallo del 2000, poi una lunga lontananza scaturita da un violento conflitto.
Ecco, nulla sembrava più definitivo di quell’allontanamento e invece, da qualche mese stiamo di nuovo lavorando insieme, ad un progetto molto intrigante che troverà spazio in questo blog nelle prossime settimane.
Quanta roba in dodici mesi soltanto.

In sintesi, guardando il tutto, mi viene da congedare il tredici come un anno complesso, difficile, faticoso, ricco e molto positivo.
Sento un “profumo” come di una rotta che sta cambiando.
Certo, ho speso molto a “seminare”, a conoscere, esplorare, scoprendo di avere molte energie ancora da spendere in quelle direzioni (a dispetto dell’età); mi aspetto una bella continuazione di questi mesi, mi aspetto di concretizzare i pensieri condivisi con alcune persone straordinarie che ho avuto la fortuna di incontrare (e delle quali ho pensato di raccontare qui sul blog).

E auguro a tutti di sentire nell’aria lo stesso “profumo di cambiamento” che sto sentendo io, ma soprattuto che questo profumo, poi, non ci deluda.

2 risposte su “All'alba del '14”

Ottima analisi Enri.
Nel 2013 ci siam visti veramente poco, quindi diciamo che sono finito nella profonda periferia…
Mi riprometto nel 2014 di prendere un bel tram per il centro, e tornare a trovarti più spesso.
Un abbraccio grande
Leg

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