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Ho conosciuto Federico Sirianni

Sirianni è uno da conoscere.
Molti sanno chi è, molti seguono il cantautore, molti vanno ai suoi concerti e ai suoi mille appuntamenti live.

Ho conosciuto Sirianni l’anno scorso e abbiamo iniziato a pensare delle cose insieme: di musica, di teatro.
Abbiamo anche pensato che ci piacerebbe fare un varietà insieme, di quelli classici, con la band e le ballerine, tante.
È comodo pensare le cose con Sirianni perché è un entusiasta, ed è un visionario ed è narciso il giusto. Con il narcisismo di Sirianni io mi trovo bene, forse è affine al mio, forse è quello che gli permette di continuare fa fare questa professione anche se è maledettamente difficile, oggi molto più di ieri.

Son contento di averlo conosciuto e voglio che sia presente nel mio blog tra le “persone che meriterebbe conoscere”.
Sirianni scrive canzoni vere, sentite, da recitare più che da cantare, e questo mi piace molto, Sirianni ha pensato che sarebbe stato bello fare un vinile, a natale, in cento copie, e l’ha fatto.
Sirianni è un genovese a Torino e già solo per questo andrebbe conosciuto, riconosce come suoi maestri i miei cantautori preferiti, beve il vino e il vodka tonic, e mangia bene.
Sirianni è anche un gran bel papà, mi sembra, e poi ha tante storie da raccontare (e forse questo lo aiuta nella paternità) ed è curioso delle storie degli altri, quindi ascolta.

La sua peculiarità che voglio raccontare più di tutte, però, è che Sirianni, le sue conoscenze, i suoi amici e collaboratori, lui, li condivide, sembra che provi un piacere particolare a far conoscere gli amici e a farli collaborare. Come sta facendo alla Casa del Quartiere: lui ci porta i cantautori. E di questi tempi di isolazionismo e gelosie sul proprio orticello è un’azione preziosa, e a me piacerebbe fare come lui, ci provo.

Sirianni lo devo ringraziare per le tante cose che abbiam fatto insieme e spero ce ne siano mille altre, ma in particolare gli sono grato perché, proprio per come fa lui che fa incontrare e condivide le conoscenze, mi ha fatto conoscere Gianpiero Alloisio, ma non tanto tanto perché me l’ha presentato e gli ha fatto fare una serata meravigliosa ai Bagni Municipali; lo ringrazio perché, quella sera, Alloisio, che è l’autore di “Venezia” (quella di Guccini? sì.), una delle canzoni che ho sempre amato, ha raccontato come e in che occasione l’ha scritta e ho scoperto, insieme al pubblico emozionato di quella sera, chi è Stefania, quella Stefania che era bella, che non stava mai male… Brividi, qualche lacrima, e grazie.

Ho un’immagine di Sirianni: non è dal vivo, è  in un video su youtube girato dal poeta Carlo Molinaro che documenta certe notti torinesi con la sua telecamera portatile. Siamo in estate, in riva al Po, ci doveva essere un concerto di Sirianni, una serie di sfortunate coincidenze fa si che il pubblico sia davvero scarso, e cosa capita?
Chitarra, panchina con poche sedie intorno, bottiglia e il concerto ha il suo compimento, niente microfoni, niente luci. Zero distanza tra chi canta e chi ascolta, come una qualsiasi serata tra amici, quelle robe che a me emozionano, e che dicono tanto della persona e dell’artista.

È facile conoscerlo Sirianni, fa mille concerti, e ne organizza altrettanti, è facile conoscerlo se hai voglia di fermarti, dopo un concerto a fare qualche chiacchera, e sarà un bel piacere, merita conoscerlo Sirianni, se poi vai al Grande Fresco merita conoscere anche i suoi compagni di spettacolo, (ma di loro parlerò tra qualche settimana).

Ecco.

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