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La Sardegna (e i sardi) ci salveranno 1

Ho passato una ventina di giorni in Sardegna.

Vacanze!

Ce n’era bisogno dopo un anno così ricco e prima di un anno che si annuncia ancora più denso e interessante.

Non scrivo delle vacanze, non pubblico selfie e immagini istagram di piatti meravigliosi e cocktail ma vorrei condividere una riflessione su questi giorni che ho trascorso là.

Il primo pensiero è per un’isola straordinaria, non lo scopro di certo io, ma la Sardegna ha una ricchezza di risorse naturali, storiche e culturali da far paura. Culture che si mischiano, le spiagge più incredibili di tutto il Mediterraneo (e che comunque non mi sfigurano neppure in una classifica planetaria) cucine diversissime tipiche delle isole che alternano il mare e la montagna… e storie.

Mille storie, a saperle ascoltare, ad aver voglia di scoprirle.

Il mio pensiero è però per alcune persone che ho avuto modo di conoscere e che sono secondo me un segno che forse potremmo anche non finire a rotoli.

I sardi ci salveranno, o almeno alcuni sardi. Di cosa sto parlando?

Di chi?

Partiamo dall’inizio della vacanza, parlo di Ginetta e Pietro che gestiscono l’agriturismo L’Aquila ad Arbus. Già solo leggendo la guida e le recensioni su Tripadvisor veniva la voglia di provarlo (poi un giorno ragionerei su tripadvisor, ma non ora)

Quello che la guida e il sito non ti dicono è chi sono queste due persone che gestiscono il posto, e che pensieri mi hanno suggerito.

Ginetta e Pietro ci salveranno perchè loro (50/60enni direi) vivono in un posto parecchio inerpicato, sopra una parte poco sfruttata turisticamente della costa sarda (ancorchè bellissima) in una fattoria con le capre i maiali, con i campi che coltivano da decenni e si sono inventati una struttura ricettiva splendida. Hanno attrezzato una cucina da ristorante vero e proprio, delle camere assolutamente pregevoli, hanno seguito tutte le regole insomma per fare imprenditoria, ma, anzi, le regole, le opportunità le hanno anche colte.

Ho scoperto durante la chiacchera a cena (preparata con la totalità dei prodotti propri, a parte pane e vino) che là non arriva la corrente, e neppure l’acqua.

E come fanno? l’acqua la portano su con delle cisterne prendendola dalla fonte sui terreni più a valle e l’energia elettrica … se la fanno.

Pannelli solari, batterie che accumulano, (mi diceva Pietro che arrivano a 15KW!!!)

Bravi, si dirà, manca un pezzo, due: tutto questo dal 1993! E, secondo pezzo, i pannelli nuovi son stati montati lo scorso anno approfittando di un cofinanziamento della Regione.

Ora, forse avrò dei pregiudizi ma non pensavo di trovare coniugate in una sola persona (una coppia in questo caso) due competenze, due culture e stili di vita così diversi.

Chi si sbroglia con le carte bollate, permessi haccp etc e mette su un’impresa che viene inserita dalla Lonely Planet come top di una regione intera (con tanta concorrenza come la Sardegna) non te lo vedi alzarsi la mattina all’alba per mungere le capre o preparare la colazione per gli ospiti, o accogliere i turisti a colazione  seduto sullo sgabello mentre fa la ricotta (che naturalmente assaggi quasi commosso).

E chi paga in formaggi l’uso dei pascoli per il suo gregge non riesci a vedertelo mentre intrattiene a cena, senza sapere mezza parola di “straniero” i suoi clienti che per la maggior parte arrivano dal resto d’Europa.

Scrivo di una coppia straordinaria;

… e nel cortile, dopo aver mangiato prelibatezze con una coppia che lavora all’Onu in Libano, due signori parigini di mezz’età, e due coppie italo tedesche con bimbi italo tedeschi al seguito, mentre la signora Ginetta ti racconta con una chiarezza disarmante il rapporto dei poveri con la carriera militare, il pensiero è:

Ginetta e Pietro ci salveranno.

(continua)

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