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La Sardegna (e i sardi) ci salveranno 2

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non ci salveranno solo Ginetta e Pietro.

Ci salveranno anche quei due ragazzi di cui non ricordo i nome che sono ai piedi della scalinata di santa Chiara a Cagliari.

Hanno in gestione due piccoli banchi nel più piccolo mercato civico di Cagliari, per consuetudine il mercato chiude all’ora di pranzo ma loro han deciso di provarci.

Cagliari è una città splendida e i turisti stanno aumentando “proviamo a tenere aperto anche di pomeriggio, abbiamo prodotti tipici, mettiamo una radio con della musica, magari invogliamo anche gli altri a tenere aperto e aumentiamo un po’ i magri affari del mercatino di quartiere nell’epoca dei discount e degli iper mercati”

Più o meno avran detto così, fatto sta che, vista la miacuriosità passando di fronte all’anonima costruzione che li ospita mi spiegano tutto, mi invitano ad assaggiare l’olio e il carasau che vendono, mi chiedono dove abbia pranzato, se so cosa vedere di interessante a Cagliari, mi parlano, mi chiedono, poi al mio gesto di voler comprare qualcuno dei prodotti che vendono si irrigidiscono.

Lui mi ferma e mi dice, senza lasciarmi minimamente il dubbio che possa essere una posa: “non ti sentire in obbligo di comprare solo perchè ti sei fermato cinque minuti” e se avessi ancora avuto me lo ripete.

Scritto così sembra un episodio insignificante, il buonista/ottimista/utopista che gli piacciono tutti, che vede straordinarietà ovunque.

Sarà, ma io quella voglia, quella forza, quella semplicità nell’investire tempo e voglia nel proprio lavoro, nel tentare di cambiare le cose, nel piccolo, nel proprio, con quello che si ha, partendo dal tenere aperto al pomeriggio (e anche un po’ di sera magari con un aperitivo e una radio accesa) per qualche ora il proprio mercato. Ecco io quella voglia lì la vedo poco, nei giovani in particolare, la vedo proprio poco, affossata dagli alibi, dal tutto o niente, dal tanto è tutto una merda.

Andateli a trovare i due ragazzi del mercato di Santa Chiara a Cagliari, e non fate come me, chiedete loro il nome, e ricordatevelo, perchè loro ci salveranno.

E ci salveranno anche i giovani gestori del Bed and Breakfast “il Cagliarese” proprio attaccati al porto, giovani, energici, di gran classe.

Ho visto pochi alberghi quattro stelle nei miei viaggi … e nessuno aveva camere così belle, pulite, con un bagno così splendido come “il caglierese” …  wi-fi e colazione stratosferica e gentili e disponibili e orgogliosi della città dove vivono tanto da raccontartela e indicarti come goderne appieno. Gente che ha voglia e ci prova.

Chapeau

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