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Torino C.so Moncalieri 18

-ammiro la forza genuina con cui concorrete, ognuno a suo modo, a realizzare questo piccolo grande universo che è il vostro ‘spazio’. Invidio il vostro condiviso entusiasmo, la vostra tensione ad essere un ‘tutto’. Specchi che rifletteranno le linee di una danza, mensole su cui si ammucchieranno scenografie e costumi: cose semplici, belle e giuste.-

Un sms, neppure indirizzato a me,  che descrive una sensazione di una persona cara, conosciuta da poco, del quale in futuro, probabilmente, si parlerà ancora su questo blog (dico solo che è bello come un dio greco).

Cosa sta succedendo?

Si lavora come sempre, si lavora tanto, si sfidano i tempi, si sognano orizzonti, si prova a innescare processi di cambiamento.

Abitiamo (con Municipale Teatro) due stanzette in corso Moncalieri da alcuni mesi (poco più di un anno).

Corso Moncalieri 18 ha una storia quasi centenaria, uno stabile che si è trasformato, deteriorato, rinato e trasformato più volte e che vede ora una serie di realtà che lo abitano e che cercano di convivere.

Realtà culturali, sportive, artistiche che lavorano, che organizzano che provano a stare e fare.

Far vivere uno spazio pubblico (è del Comune che lo gestisce insieme alla Circoscrizione 8) senza svenderlo, senza snaturarlo, senza approfittarsene per farne occasione di guadagni mascherati dietro attività associative farlocche.

E che da qualche tempo provano a collaborare, a darsi una mano, a fare rete a lavorare insieme, nel rispetto delle proprie peculiarità, delle proprie storie, nonostante i propri difetti.

In questo momento stiamo portando delle modifiche ai locali e, all’inizio di una nuova stagione, stiamo provando a gettare le basi per una convivenza sempre migliore e arricchente.

Faticando, sporcandoci, chiedendoci il senso a volte di questa enorme fatica, ma trovando nel gruppo, nella relazione costruttiva e creativa, spesso, una risposta.

E il giovane dio greco ha visto questo, e lo ha sintetizzato in un sms.

E ci ha colpiti, emozionati, e ci aiuta a scrivere una pagina della nostra autobiografia, quando ti accorgi che gli altri riconoscono ciò che pensi di essere, ti rincuori, capisci che non te la stai solo raccontando, come, a volte, sospetti di fare.

“Sul furgone di Amici del Fiume, stava Teatro Orfeo e Municipale Teatro a portare gli specchi per la palestra, la sala prove e la Residenza teatrale… ”

Da settembre succederanno parecchie cose da quelle parti.

Per intanto grazie a tutti.

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