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Ma esiste il teatro oggi? A che prezzo? Considerazioni da una giornata di un piccolo festival


Municipale Teatro, che ci crede tanto, e mi rende felice  riscoprirlo quotidianamente dopo anni di lavoro insieme, ogni anno organizza, a sue spese, un festival.

Lo chiama Territori Teatrali e dedica una serata del festival ad ospitare quattro compagnie che si candidano ad un bando, chiedendo loro venti minuti di uno spettacolo e di competere, esponendosi al giudizio del pubblico e della giuria.

(ci vantiamo del fatto che i vincitori delle prime due edizioni poi abbiano vinto una serie di altri premi importanti e abbiano ottenuto dei bei riconoscimenti: culo nostro o vista lunga? chissà!)

Alla chiamata a bando quest’anno hanno risposto più di trenta compagnie da tutta Italia, Municipale Teatro ha selezionato i migliori dieci e poi coinvolgendo quelli tra i nostri soci che ne avevano piacere, chiamandoli le bussole abbiamo selezionato i quattro finalisti.

Trovo sempre straordinario il richiamo che un bando ha su chi sta cercando a fatica di fare il mestiere dell’attore, il mestiere del teatro.

Il premio è la ridicola possibilità di fare una replica del tuo spettacolo spartendo i danari del biglietto con chi ti ospita, eppure ci provi, eppure ti accolli sbattimenti e spese di viaggio.

Per noi è bello vedere che c’è così tanta richiesta, ma se ci penso trovo sia agghiacciante la fame di palco, la necessità di autofinanziarsi la possibilità di far vedere ad altri il tuo lavoro.

Professionisti, gente che studia da tanto tempo, gente che ci mette del suo, gente che, in alcuni casi, ha molto da dire.

Siamo contenti di fare questa parte, ma forse non toccherebbe a noi, non così, non gratis, altre ore ed ore di lavoro, perché credi che qualcuno debba farlo, un altro lavoro regalato.

Il sabato del bando è stato bellissimo, abbiamo conosciuto finalmente le compagnie, si è condiviso un pasto e tanti pensieri. Magari nasceranno idee nuove, reti e collaborazioni.

Ci prendiamo il merito di questo; il peso che sia solo volontariato è grande, il ricordo che anni fa non fosse così mi intristisce.

Sarebbe giusto avere un premio più decente da assicurare ai vincitori, avere 50 euro per pagare un pernottamento, essere in un luogo (spazio/tempo) che riconosce l’artista come una persona che lavora e che merita di essere pagato, come tutti i lavoratori.

Ma non siamo in un luogo così, tant’è.

Intanto ringrazio per quello che è successo Chiara che con me quattro anni fa si è inventata Territori Teatrali, ringrazio Giulia Anna Daniela e Giancarlo, le Bussole, le Compagnie, e poi Sergio, Lucio, Adriana e Francesca la giuria con la quale è stato rigenerante parlare un’oretta di ciò che abbiamo visto, del teatro, dell’urgenza, della curiosità e della sperimentazione, per una volta centrati sul teatro e basta.

E ringrazio Valentina e Laura, le vincitrici, a pari merito, con due lavori diversissimi tra loro, interessanti, brave e tremendamente contemporanee.

Affascinati.

Tanta fortuna tanto palco tanti applausi tanta merda per loro.

ennesimo compleanno laura rossi

 

 

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