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Considerazioni sulla Scuola Italiana a partire da un piccolo episodio personale (Parental advisory explicit language)

Con la mia compagnia teatrale abbiamo organizzato un festival, è il terzo anno che lo facciamo, perché abbiamo voglia, ci lavoriamo tanto, ci mettiamo dei soldi che non abbiamo e contiamo di recuperare almeno il costo della SIAE e delle cartoline. con la raccolta a cappello.

Quest’anno, d’accordo con la Circoscrizione abbiamo aperto il festival con due spettacoli nostri, aperti gratuitamente alle scuole (elementari e superiori) del quartiere, due mattine nello spazio del Cap 10100.

Gratuiti, in quartiere, due spettacoli decisamente carini a detta di chi li ha visti, due spettacoli di una compagnia, la nostra, Municipale Teatro, che è stata appena selezionata tra cento compagnie poche settimane fa per produrre uno spettacolo che vedrà la luce nel 2015, che riceverà dei soldi per fare il teatro!

(Cosa che a memoria d’uomo non si sentiva da un paio di decenni buoni).

Cosa succede? Le scuole ricevono una comunicazione ufficiale rispetto a questa opportunità dalla Circoscrizione (la quale dice: saranno felici le scuole che son sempre in difficoltà economiche per proporre attività extra alle classi senza gravare sulle famiglie!) poi ricevono un REcall dalla compagnia, infine ricevono, una per una, una telefonata da parte di una addetta della Circoscrizione per comunicare questa possibilità.

Il risultato: lo spettacolo per le primarie salta perché ha risposto una sola classe. Quello per le secondarie si riesce a fare perché oltre ad una classe interessata del territorio noi invitiamo altre due classi da un’altra zona di Torino.

Peccato.

Non solo per noi.

Peccato perché forse anche altre occasioni vanno perdute così, e poi i genitori sono invitati a pagare il biglietto per vedere dell’altro teatro sicuramente di qualità ma scelto a scatola chiusa sulla base di un catalogo che ha qualche marchio riconosciuto, e forse, di questi tempi, dieci euro li avrebbero risparmiati volentieri, forse l’anno prossimo lo stesso spettacolo sarà in un cartellone “più famoso” e le stesse classi che la scorsa settimana avrebbero potuto vederlo gratuitamente, pagheranno per andare a vederlo.

È evidente il nodo.

È evidente che la comunicazione non è arrivata capillarmente e non tutte le maestre di tutte le classi di tutte le scuole ha potuto leggere la mail.

La domanda è però, dove si è arenata la comunicazione? Chi ha scelto che questa cosa non meritava di essere detta?

Come mai poi le scuole si lamentano che la Circoscrizione, il Comune non finanzia attività se poi, quando un’opportunità viene offerta è snobbata?

Fossi un genitore, una maestra, un professore delle scuole coinvolte mi incazzerei.

Fossi un genitore risponderei con un vaffanculo edulcorato nella formula, la prossima volta che mi verranno chiesti 5/10/15 euro per portare la classe ad assistere ad uno “spettacolo di marca” chiederei conto alla scuola del non essersi accorta di una opportunità (forse tra le poche) e mi chiederei quante altre vengono rimbalzate, per ignoranza, per non curanza, per non attenzione, perché non si è in grado di capire il contenuto di una mail istituzionale di 10 righe, o peggio, perché non si ha voglia di farlo, neanche prendersi quel minuto per capire e quell’educazione per rispondere grazie, non interessa, grazie non riusciamo ad organizzarci, grazie ma Municipale fa spettacoli inquadrabili …

Niente,

il silenzio,

il vuoto.

Suma bin bütà!

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