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Del resto Delle questioni

Mutazioni

Un piccolo articolo che compare sull’ultimo numero della rivista Dmag, con la quale si collabora da anni, (dai tempi di Besciamella! incredibile!)

questo il link al numero completo

Questo l’articolo:

Mutazioni.

Mutazioni genetiche.

Mutazioni generiche.

Genericamente parlando, si cambia sempre un po’ tutti, e oggi non sei già più quello di ieri né ancora quello che sarai domani.

Si cambia.

Si cambia casa, fidanzato.

Si cambia la biancheria.

Si cambia pelle.

Si cambia locale, si cambiano le pile, cellulare.

E invece dentro? Dentro, dentro intendo, cosa cambia? Intendo in profondo, cambia qualcosa? Cosa? Come? Chi lo decide? Chi lo capisce?

Quali sono le mutazioni che avvengono dentro di noi? Quotidianamente. Quali controlliamo, quali subiamo? Mi si è rotto qualcosa dentro. Si ma dentro non sono più quello di una volta. Mi hai ferito, profondamente. Questa cosa non la voglio affrontare mi toccherebbe troppo in profondità.

Ecco.

Il tema è: cosa cambia dentro di te?

Cosa muta dentro?

Lo monitori? Lo controlli? Come? È una presa di coscienza di un processo una volta che è terminato, oppure è un cambiamento previsto, programmato con una mappa che ti dice dove stai andando, che ti fa scegliere dove andare? Possiamo parlare di una evoluzione? Di un miglioramento?

A me pare che la questione sia questa: capire come si cambia, come si è cambiati richiede grandi energie, tanto tempo e un grosso sforzo (fatica che, tra l’altro, pochi sono disposti a fare).

Ma sono comunque azioni volte a conoscere un processo che già si è compiuto.

La sfida oggi sarebbe dirigere la mutazione, decidere dove andare, decidere una direzione, magari pronti, ad un certo punto, a constatare come la rotta fosse imprecisa e ci stia portando da un’altra parte ma comunque governare il timone della barca anziché stare seduti a poppa a guardare il percorso fatto per capire dove ci si è venuti a trovare.

Vatti a leggere “i sette messaggeri” scritto da quel campione di modernità, ora un po’ troppo dimenticato, di Buzzati. Manda i tuoi emissari avanti. Così: come se fosse capodanno veramente.

Come poter agire in prima persona la propria mutazione genetica.

“… Per questo io intendo che Ettore e gli altri messi dopo di lui, quando mi avranno nuovamente raggiunto, non riprendano più la via della capitale ma partano innanzi a precedermi, affinché io possa sapere in antecedenza ciò che mi attende.

Un’ansia inconsueta da qualche tempo si accende in me alla sera, e non è più rimpianto delle gioie lasciate, come accadeva nei primi tempi del viaggio; piuttosto è l’impazienza di conoscere le terre ignote a cui mi dirigo…”

Dino Buzzati,I sette messaggeri, Milano, Mondadori, 1942.

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