Il Blog

Se ne parla tra quattro anni

In generale parlo sempre poco di Municipale Teatro, non so perchè, forse mi dico che c’è tempo, poi, forse perchè è così … “me” che sarebbe come parlare di una mia gamba, un occhio, o forse perchè le compagne di avventura hanno un pudore che avrei paura di scalfire usando tutte le parole di elogio che bisognerebbe dire loro, tant’è, in questo post parlo di un pezzo di Municipale Teatro, un pezzo talmente fondante che sta addirittura scritto in trasparenza sulla carta intestata.

La Residenza Teatrale Leggera, un nome che abbiamo pensato alcuni anni fa con Chiara Lombardo e che abbiamo portato avanti, mettendo attorno ad una definizione anche una concretezza di azioni, di pensieri, di fatti.

E un fatto è questo: per i prossimi quattro anni la Residenza Teatrale Leggera starà nel luogo che già da un annetto la contiene.

Con un salto di qualità però …

Continua a leggere, questo è il pezzo della newsletter di Municipale Teatro in cui racconto un pochino questa vicenda.

 

SE NE PARLA TRA QUATTRO ANNI

Quattro anni è un tempo lungo di questi tempi.
Si dice: “non so neanche cosa faccio stasera…”

E invece Municipale Teatro si è imbarcata (di questi tempi in cui si parla molto dalle nostre parti di Ulisse, è proprio il termine giusto) in una avventura che durerà (da contratto!) almeno quattro anni.

Che è anche un tempo corto, se vuoi, ma di questi tempi.

La notizia è che la Città ha approvato la continuazione del progetto Residenza Teatrale Leggera che portiamo avanti fin dalla nostra nascita quindi ci ha affidato per i prossimi 4 anni (almeno!) lo spazio che stiamo già abitando ed animando dall’estate del 2013.
NON E’ UNA REGGIA 

Sono le due stanze che molti già conoscono in corso Moncalieri 18.
C’è l’ufficio, per le riunioni e la progettazione dove tutte le mattine si trova lo sportello di CITA (la cooperativa che cura gli aspetti fiscali e contrattuali di più di cento artisti italiani e con la quale collaboriamo da anni).
C’è la sala prove con il suo linoleum nero, la cassa e la parete specchiata. (magari nei prossimi mesi riusciremo ad attivare qualche upgrade).

Saranno quattro anni in cui la residenza leggera capirà sé stessa ancora meglio, in cui quelle stanze vedranno nascere produzioni teatrali nuove, (direttamente di Municipale o frutto di collaborazioni oppure risultato di residenze leggere di altri artisti), vedranno sudare allievi di percorsi di formazione, vedranno nascere nuovi progetti.

NON E’ UN REGALO

Pagheremo, oltre alle utenze, un canone ridotto sulla base della qualità e della tipologia delle attività che organizziamo lì.
Fondamentalmente ci piacerebbe che quelle due stanze, che per noi sono il simbolo della nostra presenza attiva e in collaborazione stretta col territorio, ci aiutassero, sempre di più, ad uscire dall’assedio e creare altro lavoro.

Che una volta per tutte non si senta più la frase “bello che fai teatro, ma di lavoro cosa fai?”

Vieni pure a sbirciare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *