Il Blog

AAA Animatore Teatrale offresi, ventennale esperienza, libero il mercoledì mattina,

Sentivo il bisogno di scrivere.

Sentivo il bisogno di salutare tutti con alcune righe.

Finisce un lavoro, un progetto lungo. Lungo dodici anni, dodici anni che tutti i mercoledì mattina (più o meno, forse 40 all’anno che fa 500 mercoledì uno dietro l’altro)

Neppure un anno fa scrivevo questo:  COMBATTERE LO STIGMA

Cinquecento mercoledì a fare il teatro.

Ho cambiato quattro case e almeno tre vite in questi anni, non posso non essere, diciamo, turbato da questo stop.

Dodici anni con alcune persone che son cresciute e invecchiate insieme a me, con decine che han condiviso dei pezzi anche lunghi di cammino, di emozioni, di successi e di inciampi.

Li ricordo tutti, ricordo dodici anni di spettacoli inventati scritti interpretati da persone che il teatro hanno imparato a farlo bene, ad inventarlo a metterlo in scena a farlo diventare un pezzo, grande o piccolo della loro più o meno incasinata vita.

Ricordo tutti i volontari e i professionisti che settimanalmente ho portato (sempre con la mia macchina, mai uno auto munito!!  Direi due diversi ogni anno in media, a volte tre, Silvia e Giulia per qualche anno in più, diciamo venti diversi? ) a condividere il lavoro, a portare dei pezzi delle loro competenze, a imparare dal gruppo che intanto andava avanti e ne aveva di cose da dire.

Ricordo tutti i giri di benvenuto quando un nuovo attore entrava nel gruppo e i “vecchi” gli dicevano come si stava nel gruppo, e gli davano consigli, e ogni volta a me veniva un po’ da commuovermi.

E quando sono arrivati i raccoglitori di storie della Human Library, o il maestro di tango.

Dodici anni a pensare come questo oltre che uno straordinario strumento per stare bene fosse anche un luogo dove si provava a praticare il famoso slogan “Abbattere lo stigma”.

Gli articoli sui giornali, il servizio di raitre, la partecipazione alla progettazione di un evento culturale in Chieri (senza l’etichetta del “gruppo dei matti dell’asl”) e la replica di scespiriana per le scuole, o andare a fare i Libri viventi alla Human Library e mettere i nostri aneddoti nel libro, o lo spettacolo in piazza in mezzo ad altri gruppi.

E il libro che abbiamo scritto lo ricordate? E il video con le nostre “parole importanti” e le volte che siamo andati in altri luoghi, per fare delle fotografie, o una replica o quando siete venuti a vedere “Besciamella”.

Si è fatto pensiero in questo gruppo, ed è ciò che mi rende più orgoglioso, ciò che mi porto dentro e che mi piacerebbe prima o poi avere le parole per raccontare a fondo.

Abbiamo inventato spettacoli (l’ho già detto? voglio ripeterlo), da zero, da un’idea da una suggestione.

Abbiamo collaborato e coinvolto gli altri laboratori del centro, per un mantello fatto al telaio, per mille locandine, per disegnare le carte con cui abbiamo estratto a sorte gli elementi che han fatto nascere il teatro in una serata magica ed elettrizzante, che uno spettacolo, se ricordate, non l’abbiamo scritto ma l’abbiamo improvvisato lì, davanti al pubblico.

Abbiamo accolto nuovi attori, nuovi operatori, ne abbiamo anche salutati tanti, e, se c’era il tempo, anche quello era un bel tempo, commuovente, e con le lacrime ma lacrime di affetto e di “in bocca al lupo che te ne vai”.

E siam stati in pensiero quando arrivavano le notizie di chi non c’era perché stava male, e c’è stato il tempo per dirselo che si stava male, perché di questo gruppo ci fidiamo e sappiamo che il dolore messo in quelle mani è messo in un bel posto, e che il dolore messo lì, quando ci viene restituito è un po’ meno doloroso, perché gli altri hanno saputo prendersene cura.

Ora finisce, son cambiate tante cose e non si riesce più a pagare questo lavoro, nulla è eterno, in particolare nel mio mestiere, in particolare di questi tempi. Non è possibile continuare quel lavoro lì e quindi anziché trascinarmi in lavoro che sarebbe necessariamente dovuto essere troppo diverso abbiamo preferito fermarci qui, ora succederanno progetti nuovi e auguro a tutti in bocca al lupo.

 

Queste righe per ringraziare di cuore tutti quelli che n questi anni hanno reso possibile questo lavoro.

A Giulia dico sempre che il nostro è il lavoro più bello del mondo: a Chieri è sempre stata un’affermazione particolarmente vera.

Al prossimo spettacolo invitatemi.

Un abbraccio

Alla fine la gita a Varallo Sesia non siamo riusciti a farla.

 

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