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Parliamo d'amore???

E nel mio lavoro succedono storie straordinarie.

Per fortuna spesso, e ci si consola dei pezzi che funzionano meno (il recupero crediti ad esempio, le tariffe ad esempio)

Come negli ultimi dieci anni con costanza anche quest’anno a Ciriè nell’istituto Fermi Galilei abbiamo fatto il teatro.

C’era Giulia Bavelloni, c’era Sara Steardo e c’era Giancarlo Marangoni, c’era la Professoressa Valeria Vassia vero motore di tutto il progetto, sai quelle insegnanti che dici ce ne fossero? Quella lì, anzi quella che dici se tutti gli insegnanti lavorassero con metà della sua passione avremmo una scuola che funziona veramente.

Ma c’erano i ragazzi, una quarantina di adolescenti canavesani che gli abbiamo detto, facciamo uno spettacolo sull’amore e loro si sono spaventati e nel lavoro alternavano cliché e pose da “super looser”, tipo l’amore è essere lasciati da uno stronzo /o da una stronza.

E abbiamo faticato e la scenografia era tutta piena di cuori e poi ad un certo punto è scattato, scatta sempre, scatta spesso.

E’ nato il teatro e uno spettacolo divertentissimo leggero vero con alcune stoccate poetiche magistrali.

Soprattutto uno spettacolo come piace a giulia e me, costruito con il gruppo, noi servi, noi a servizio, che combattiamo per far andare oltre la logica del like, dei concetti espressi a monosillabi perchè pensiamo fermamente che il teatro debba servire a quello.

Come spesso capita i ragazzi ci hanno insegnato delle cose, anche inaspettate, la normalità percepita da loro più che dai nostri giornali e dalle masse italiche sul tema amore aldilà del sesso di appartenenza e delle convenzioni.

Chapeau ragazzi.

E Una scuola che apprezza e ci crede, e il gruppo dei partecipanti che semplicemente e direttamente dopo tre repliche va a scuola e dice: senti, noi lo spettacolo vogliamo rifarlo, e se la scuola non ha i soldi per il teatro, li mettiamo noi, e Giulia e l’anziano regista che come dei polli ingenui si commuovono.

Grazie.

Questo che segue è il testo che Giulia ha scritto a nome nostro sul foglio di sala, lo condivido qui sopra e se vi capita di leggere che c’è una replica di Storia delle storie d’amore, venite a vederlo.

A cura di Giulia Bavelloni e Enrico Gentina.

 

Il teatro è un’azione. Un’azione contemporaneamente sociale e artistica.

Ciò che suscita l’interesse del teatro, per noi, è la costruzione sociale della persona, le dinamiche

delle relazioni interpersonali.

Il laboratorio teatrale è lo spazio in cui parte di questa costruzione può avvenire.

Vuole essere uno spazio e un tempo in cui fermarsi e, giocando, pensare. E insieme, scoprire.

Perché questo è il ruolo e lo scopo del teatro: scoprire, conoscere, condividere con gli altri (il pubblico) raccontando quella scoperta.

Il tema di lavoro di quest’anno è l’amore.

Storia delle storie d’amore” è la costruzione di parole, sguardi, azioni che abbiamo inventato, costruito, scelto insieme. “Storia delle storie d’amore”nasce dall’urgenza di andare oltre gli stereotipi, di capire cos’è l’amore, se ne esiste un solo modello o se, forse, una storia non basta per raccontarlo tutto. Uno spettacolo a quadri all’interno dei quali si offrono al pubblico storie d’amore differenti, raccontate attraverso uno sguardo ora serio e poetico, ora comico e scanzonato, ora appassionato, ora disincantato e cinico, a volte anche surreale. I personaggi e le storie incarnano tutte le fasi del sentimento: il colpo di fulmine, l’innamoramento, l’affetto profondo, la passione, il rifiuto, la delusione e la separazione.

Storia delle storie d’amore” porta in scena una visione agrodolce dell’amore, mostrandone, forse, la sua reale essenza.

Storia delle storie d’amore” è il risultato di questo percorso. È il finale. È il nostro modo di raccontarvi chi siamo oggi e ciò che abbiamo da dire, a voi, ma anche a noi stessi.

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