Il Blog

La squadra

Ecco io non ce la faccio ad essere costante nello scrivere questo Blog, lo so che sarebbe importante, bisognerebbe che ogni settimana io fossi in grado di prendermi un tempo per condividere un pensiero, una riflessione su quel che faccio, quel che mi capita.

Quello appena trascorso è stato un mese complicato, lavorativamente pieno e variegato, faccio fatica a scegliere una cosa da raccontare in particolare quindi ho deciso di mettere giù una riflessione su un filo conduttore di queste settimane strane e ricche.

La squadra, ho lavorato in contesti e luoghi diversi (da Napoli a Bielsko Biala in Polonia, e Roma e Villanova di Mondovì, il pinerolese, Chivasso) con persone differenti, colleghi animatori, operatori culturali, manager, formatori, ragazzi delle scuole superiori, il direttore del più grande festival di Storytelling europeo, attori e musicisti. Alcuni li conosco e collaboriamo da anni (anche venti) altri conosciuti da pochi mesi o incontrati per la prima volta

A volte il clima era buono, a volte pessimo e molto faticoso, a volte il lavoro è andato bene a volte è stato difficile trovare il senso, come si dice, uscirne vivi…

Il ragionamento che ho in testa forse è banale, quasi telefonato ma la domanda che mi sorge è: cosa fa funzionare un lavoro cosa lo ostacola?

Naturalmente non muovendomi mai in territori semplici la risposta è complessa e sarebbe da declinare in centinaia di distinguo caso per caso ma un filo conduttore c’è ed è la squadra.

Sul quando e come una squadra funziona ci sono mille riflessioni, mille testi e ricette, una in particolare mi frulla in testa ed è semplice e lineare, l’ha detta così Mauro berruto la settimana scorsa in una intervista molto divertente che abbiamo fatto con dei giovanissimi giornalisti.

Quando il singolo antepone il bene della squadra al proprio, la squadra funziona, sennò niente.

Semplice da dire, facile da capire, difficilissimo da applicare, e non esistono squadre che funzionano a priori o squadre che non funzionano e basta, succede, a volte che bastino poche ore e la squadra che non funziona affogata nelle individualità dei suoi “giocatori” poi “magicamente” si metta a funzionare perfettamente perchè ognuno, magari influenzato dall’altro, magari stimolato da un discorso, dal messaggio di un leader o da chissà cosa.

basta mettere il bene della squadra davanti, basta, basterebbe.

Facile no?

e in questi giorni di campagne elettorali è il dubbio che mi assilla, chi voto? Ha una squadra? Che squadra ha? Funziona? Mi posso fidare?

Facile no?

A me, in questo momento, le mie tante squadre piacciono molto.

 

 

 

 

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