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Ma cosa c’è di speciale in TEDxTorino?

Ma cosa c’è di speciale in TED?

Davvero lavorate tutti gratis?

Ma quindi, in pratica, son dei video?

Ma dove li trovi gli speaker?

Lo fai fare a me? Io potrei fare alcuni talk bellissimi, vuoi?

La licenza?

Periodicamente con una certa frequenza da due anni a questa parte mi vengono rivolte queste domande rispetto al mio impegno dentro TEDxTorino.

Provo a raccontare soprattutto un po’ di perché.

Il mio ritornello è che dedico così tante energie e tanto tempo a TED perché mi sembra che abbia una carica ottimistica assolutamente inedita e un po’ fuori dal tempo che stiamo vivendo (letteralmente dico stupidamente ottimista) declinando:

in TEDxTorino lavoro con le idee e con le persone, due mie passioni attorno alle quali ho costruito il mio lavoro in questi 30 anni (eh si, son trent’anni e mi fa una certa impressione.

In particolare i volontari dell’associazione rappresentano per me un respiro bello, importante, vitale, proprio perché volontari e appassionati.

Il core team con il quale lavoriamo a stretto contatto (almeno una lunga riunione settimanale di coordinamento) è stato fondamentalmente incontro con persone splendide e poi il gruppo (numerosissimo) dei coach che coordino e che si occupa di lavorare con gli ospiti degli eventi.

Ecco questa parte è quella che mi riserva da mesi sorprese imprevedibili (essendo sorprese , l’imprevedibilità è insita) il piacere il pensiero di come abbinare/affidare al singolo/a coach quel tal speaker è una dimensione alchemica che mi racconta tanto di quello che vedo/intuisco nelle persone e quando capita che gli ospiti e i coach stessi  mi dicano “grazie” per avermelo/la presentato/a mi sembra di aver fatto meglio il mio lavoro.

Proprio ieri notte ricevo un messaggio di questo tono  e, oltre alla sana coccola al narcisismo mi viene da confermare (alla soglia dei 50 anni che questo è il mio posto, questo è quel che so fare.

TED è sicuramente produzione di video in cui brevemente vengono raccontate idee suggestioni rivoluzioni e riflessioni importanti ma non voglio che passi inosservato che i TED (qualcuno dice LE TED) sono innanzitutto eventi dal vivo.

Figo il web, senza dubbio ma è, come sempre in questi casi, indescrivibile il clima e l’atmosfera di un evento TED, perché TED è, secondo me che di queste robe più o meno campo da tre decenni,  innanzitutto incontro, ovunque tu sia, palco, quinte o platea chi è al TED è persona degna di essere incontrata, persona con la quale durante il caffè o l’aperitivo finale merita scambiare idee o anche solo merita condividere una stanza, un’atmosfera.

Lo scorso anno il mio primo evento l’ho vissuto (al netto di qualche decina di migliaia di scalini su e giù dal centro congressi dove eravamo) per la maggior parte dentro la sala speaker, 23 persone (e relativi coach) che stavano per fare o che rientravano dal loro talk e la mia percezione è che proprio in quella stanza stessero succedendo momenti preziosi, e, poi (qualche centinaio di scalini più in giù quando i cinquecento partecipanti attorno a centinaia di caffè e focacce commentavano quel che stava succedendo e si intrattenevano con volontari e ospiti la sensazione era che quello era il posto caldo dove molti meriterebbero di stare.

Per questo faccio TED, per contribuire alla creazione di quei momenti, e chi c’era capisce perfettamente di cosa parlo, ed è per questo che il 4 Febbraio sarò a Humans in CO a faticare tantissimo, anche se a Valdocco ci sono meno scale, e a nutrirmi ancora una volta di quell’atmosfera.

Serve un biglietto, tanta voglia di incontro, fame di idee.

Poi per me tornare a Valdocco da adulto ha un sapore molto molto particolare, ma di questo ne parlerò più avanti, con qualche lacrimuccia.

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