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Essere Knowmad? un bilancio 2018

Niente, inizia un nuovo anno, si fan bilanci e mi trovo a mettere in fila gli ultimi dodici e sorprendermi.

Si, eppure li ho vissuti tutti e dodici io, in prima persona, ma a metterli in fila mi sorprendono.

Mi sorprende la varietà di attività completamente diverse in cui mi sono trovato a impegnarmi.

Mi stupisce la assoluta mancanza di predittività che ho avuto. Ecco diciamo che Nostradamus non è proprio un mio collega.

Un anno fa mi preparavo a far partire la nuova annualità dell’Elba del Vicino con mille idee e mille possibilità di sviluppo e, dopo aver investito tempo in due persone che avrebbero dovuto gestire il tutto già a maggio facevamo i conti con il loro abbandono dovuto in massima parte all’inadeguatezza e quindi a ripartire con un nuovo assetto, siamo partiti con ben quattro sedi per le residenze artistiche in giro per lItalia, abbiamo sperimentato il primo evento trasformazionale italiano (un evento segreto che ci ha stupito e trasformato, appunto) ho progettato insieme ad un collega un percorso di formazione per l’audience engagement che è stato abbondantemente finanziato, a gennaio un’amica di vecchissima data mi ha presentato una persona straordinaria che ha iniziato a collaborare a tempo pieno e investire tempo nelle mille nostre attività, ad un certo punto in giugno ero in un ufficio in cui lavoravano alacremente sette/otto persone oltre a me.

Non solo, ben due progetti internazionali in Portogallo, il primo combattuto anno di un progetto internazionale guidato dalla città di Torino.

Ancora, l’anno passato aspettavo la conferma di alcuni laboratori teatrali con migranti.

E oggi?

Trenta dicembre duemiladiciotto è praticamente tutto cambiato.

Ad agosto ho iniziato un bilancio delle fatiche e delle possibilità e il bilancio è stato peggiore di quanto prevedessi.

Soffrendo ho deciso di smettere.

Di smettere di investire prima di fare i conti, di smettere di dimenticarmi della mia vita come se la mia vita fosse solo quel che faccio o quel che farò.

Ho provato a trovare una soluzione diversa al tagliare tutto.

Non sono (siamo) riusciti a trovarla

Ho chiesto scusa, forse con qualcuno avrei dovuto farlo più ad alta voce, e ho smesso.

Ho preservato dello spazio, del tempo, della testa e del cuore.

E in quello spazio, come linfa nuova, spinta da premesse ben diverse è arrivato il nuovo.

Nuove persone, nuove sfide, il nuovo come situazione generativa essenziale.

E’ strano, ho letto che i millennial ogni due anni vogliono cambiare lavoro, mah.

Certamente ho cambiato perchè ne avevo la possibilità e questa è una fortuna. tra settembre e dicembre ho esplorato, conosciuto, mi sono innamorato, alcune erano avventure nate con una data di scadenza precisa e sono state arricchenti ed entusiasmanti, altre erano gite fuori porta che però hanno fatto nascere nuovi pensieri, di altre azioni inizieremo a vedere i frutti nei prossimi mesi e nel bilancio 2019 vedremo dove avranno portato.

Tutto ciò che ho abbandonato nel frattempo va avanti e vive, e non è affare da poco

Tutto sommato sono felice.

Tutto sommato sono molto felice, vorrei augurare la stessa felicità curiosa per ciò che il futuro ci riserva un po’ a tutti.

Intanto grazie a chi è stato il protagonista in positivo o negativo (ma negativo esiste solo in parte) di questi dodici mesi: Alessia, Altino, Antonella, Barbara, Beniamino, Carlo, Catterina, Cecilia, Chiara, Daniela, Davide, Elena, Elena, Elisa, Fernando, Francesca, Francesco, Giacomo, Giulia, Lara, Lucia, Marco, Margherita, Margherita, Marianna,Matteo, Michele, Miguel, Paolo, Paola, Patrizia, Pier, Roberta, Silvia, Simone, Stefano, Terry.

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