PROGETTO SPORTING

SPORTING è uno spettacolo teatrale che racconta come, per due settimane su uno sperduto campo di calcio in riva al Rio delle Amazzoni, al confine tra la Bolivia e il Brasile, si siano incrociate, forse per caso o per destino, alcune delle storie più affascinanti del ‘900: militari, contadini, poetesse, migranti, campioni di calcio, eroi, pazzi e viaggiatori.

Producono Municipale Teatro e C.IT.A con l’amichevole collaborazione di Scuola Holden.

I protagonisti, sei giovani attori-performer, come in una sorta di ritiro precampionato, hanno imparato a essere squadra, gruppo e insieme, hanno realizzato lo spettacolo liberamente tratto dal romanzo “Independiente Sporting” di Mauro Berruto.

Il progetto è condotto e diretto dal regista e trainer teatrale Enrico Gentina in collaborazione con l’ex coach della nazionale italiana di pallavolo Mauro Berruto e la giornalista Elena Miglietti.

Valori e contenuti

L’idea nasce con lo scopo primario di diffondere il principio cardine dell’essere una SQUADRA.

Dalla sua costituzione prima fino alla “vittoria”, che sia essa sul campo o su un palcoscenico.

Il linguaggio che caratterizza la messa in scena consente di avvicinare e coinvolgere un PUBBLICO ETEROGENEO in cui possano coesistere appassionati di sport così come di teatro.

Il Metodo

La scelta degli attori è avvenuta attraverso sessioni di lavoro in gruppo finalizzate a valutare le competenze artistiche dei candidati, ma anche la loro disponibilità a collaborare, dialogare, mettersi a servizio, oltre alla capacità di stare in squadra.

La formazione si è articolata su 35 giornate di training, laboratori e prove, in presenza e coordinamento del regista formatore Enrico Gentina e di Mauro Berruto, nel ruolo di “allenatore”.

È in queste giornate che gli attori prescelti diventano gruppo coeso.

La scrittura dei testi dello spettacolo e la costruzione della drammaturgia, così come dei personaggi, è stata condotta dalla regia in accordo con l’intero gruppo degli attori e con l’autore.

Le musiche originali sono composte da Maurizio Malano, Grazia Amendola firma la scenografia, il progetto grafico è di Sara Steardo.

Sinossi

C’è un piroscafo che parte all’inizio del ‘900. C’è acqua dappertutto e c’è un po’ di vento che fa volare leggeri quei fili di lana tenuti sul ponte dagli emigranti il cui altro capo è stato consegnato nelle mani di un’anima, lasciata lì sulla banchina del porto. C’è un pallone di cuoio, cucito a mano, marrone come il cioccolato che salva Giorgio dalle epidemie sul piroscafo Messico. Giorgio diventerà poi Jorge e quello stesso pallone lo vedrà passare fra i piedi dei calciatori-militari dell’Independente Sporting, a Leticia, in Colombia. C’è, infatti, a Leticia la peggior squadra del Sudamerica. Leticia, posto dimenticato da Dio, non ha sogni grandi abbastanza per i suoi abitanti ed è minacciata dai colonialisti della United Fruit Company. La vita scorre su un campo da calcio e passa dal porto fluviale. Perché c’è un fiume a Leticia. Quel Rio delle Amazzoni che si è portato via Quintino, il matto del pæse che ascolta gli alieni, ma che ha portato lì il giovane Ernesto, l’argentino, che diventerà il nuovo allenatore dell’Independiente Sporting. Ernesto insegnerà il gioco del pallone parlando di come solo una squadra possa realizzare i propri sogni individuali, di come lo sport possa essere patrimonio di una comunità, di come il calcio possa essere pœsia. Ci sono calciatori che imparano a diventare squadra. C’è un torneo internazionale, organizzato dall’ Independente Sporting, insegna che la vittoria non si misura che attraverso il superamento dei propri limiti. C’è il giovane Ernesto che poi la storia consacrerà come il “Che” Guevara. Ci sono tutte queste storie in Sporting. Storie che vale la pena di ascoltare, perché un po’ quell’ acqua, quel vento, quella pœsia, quel pallone che rotola parlano ancora a noi.